Il viaggio ad Auschwitz del papa

Il viaggio ad Auschwitz del papa.
Prendersela con Dio e sempre meno con gli uomini? Dov’era Dio? Mah, bella domanda, ma ormai quasi rituale. Molto più precisa quella su dove fosse il vicario. Forse, poi, la domanda sul vicario è una delle fondamentali nella vita di ognuno: dov’era? Dove eravamo? In fondo siamo tutti vicari, tutti vogliamo essere vicario di qualcuno, di qualcosa, tutti vogliamo ricevere un mandato e portarlo a compimento, vogliamo dare un senso. Dove eravamo? Dove siamo quando c’è bisogno?
Per l’altra questione, invece, noi ovviamente ci capiamo pochissimo, ma eravamo ormai abituati all’idea di un Dio impotente, ammutolito, fedele, pur nella condivisione più dolorosa, alla scelta “libertaria”. Ma visto che, stando ai diretti interessati, la Madonna sarebbe intervenuta a deviare un proiettile dalla traiettoria da lei stessa predetta novant’anni prima (e per salvare il capo della propria chiesa, neanche l’ultimo dei torturati a morte di questa terra) vien da chiedersi effettivamente dove fossero, tutti, dal ‘39 al ‘45.
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