La battaglia per la legalità

La battaglia per la legalità ha senso solo se è innanzitutto una battaglia contro questo stato, che non solo è centralista, non solo ha fatto sì che si accumulasse un’enorme burocrazia privilegiata e spesso corrotta, ma intrattiene con i cittadini un rapporto simile a quello di un esattore del pizzo: usa la sua forza per esigere immediatamente il pagamento di un debito, pena altrettanto immediate sanzioni, e ci mette degli anni per pagare i suoi debiti. E’ uno stato prepotente, odioso. Ecco perché una battaglia per la Costituzione rischia di essere pura retorica, così come una battaglia generica e indiscriminata contro l’evasione fiscale rischia di essere addirittura iniqua. Tant’è che non è stato neanche tanto difficile per Berlusconi riuscire nel capolavoro di tenere insieme il primario la cui segretaria chiede: “fattura?” e l’artigiano veneto che lavora dodici ore al giorno e che, è dimostrato, riesce a darsi lo stipendio solo se fa il 30% di nero. La concretezza è nell’altra battaglia, che purtroppo oggi vede impegnata, e malissimo, solo la Lega. Ma essendo sola a farla, alla fine ne raccoglierà tutti i frutti.
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