Equitalia

In Sardegna è in atto una lotta di migliaia di artigiani e piccoli imprenditori che, messi in ginocchio dalla crisi e in ritardo nei pagamenti delle tasse e dei contributi Inps, si sono visti arrivare le famigerate cartelle di Equitalia, società di riscossione crediti posseduta per metà dall’Agenzia delle entrate e metà dall’Inps, primo passo verso il pignoramento.
In una trasmissione di Radio 24, al presente rappresentante di Equitalia, persona del resto molto corretta, cortese e, ci è parso, assai mortificata, la conduttrice ha fatto varie domande fra cui quella se era vero che un debito di 6.000 euro poteva esser causa di pignoramento. Il rappresentante di Equitalia ha corretto la cifra: 8.000 euro.
Ora il pignoramento non si ferma di fronte alla casa in cui il debitore abita, se di proprietà. Anzi. Quella verrà messa all’asta e qui non siamo sicuri di aver capito bene: se le prime aste andranno deserte poi cadrà il prezzo base? In trasmissione qualcuno ha detto che pur di ottenere gli 8000 euro la casa potrebbe essere venduta per poche decine di migliaia di euro. È vero? E nel mentre ascoltavi questa veniva in mente un’altra trasmissione in cui alcuni imprenditori raccontavano di aver fatto fallimento pur avendo da riscuotere importanti crediti da parte dello Stato, ma di fatto inesigibili.
Bene, allora vogliamo ripetere, anche un po’ solennemente: uno Stato che fa questo è uno Stato che fa schifo e se la sinistra prende le difese di uno Stato simile fa altrettanto schifo. Lo Stato italiano va rivoltato da cima a fondo e questa è la condizione per un nuovo patto col cittadino e per una rinascita del paese.
Rallegriamoci pure della probabile caduta di Berlusconi, che ormai è un problema molto grave in sé, ma se la sinistra non capisce i motivi profondi per cui un personaggio simile ha potuto governare per tanti anni, finirà per rimpiangerlo, perché un altro, che sia anche solo un po’ dignitoso, porterà la destra al 60%.
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