Bonifici contro la povertà

In India da gennaio partirà un programma straordinario di lotta alla povertà, con una formula inedita. Non più soldi ai capovillaggi da distribuire ai bisognosi, ma semplici bonifici diretti all’interessato. Ne parla Julien Bouissou su “Le monde”. I beneficiari presunti sono 720 milioni di indiani che sono stati dichiarati idonei a ricevere una delle 26 prestazioni sociali previste, dalle borse di studio alle pensioni, ecc. Da questo gennaio i 45 miliardi di euro stanziati per gli aiuti sociali saranno versati direttamente sui conti correnti bancari dei più poveri, così da evitare che finiscano nelle tasche di funzionari e intermediari corrotti. Nel 1985, Rajiv Gandhi, allora primo ministro, aveva stimato che su 100 rupie dispensate dal governo, quasi 85 venivano “deviate”.
Il versamento diretto delle sovvenzioni si tradurrà quindi in un notevole guadagno per i beneficiari.
Grazie al programma per assegnare a ciascun abitante un numero univoco e all’utilizzo delle nuove tecnologie per aprire dei conti bancari nelle aree rurali, l’Idia ha trovato il modo di eliminare gli intermediari. Bisogna considerare che più dei due terzi della popolazione usa esclusivamente il contante. D’altra parte nello Stato di Bihar, per fare un esempio, c’è una filiale di banca ogni 21.000 abitanti.
Piuttosto che aprire agenzie dai costi proibitivi nei 600.000 villaggi, le banche si sono ingegnate e hanno mandato in giro dei corrispondenti (in bicicletta) armati di uno strumento in grado di verificare l’identità tramite il numero e l’impronta digitale e quindi di registrare la transazione e erogare la somma.
Per ora le aree interessate sono ancora limitate, ma entro la fine dell’anno l’intero territorio sarà coperto.
Alcuni universitari e attivisti hanno firmato un appello contro questo sistema preoccupati per gli aiuti alimentari, che sarebbero sostituiti da soldi e per un sistema, quello bancario, che forse non è adeguato a gestire una tale quantità di transizioni. Altri temono che il bonifico impedisca di condizionare l’elargizione. In Brasile ad esempio oggi gli aiuti vengono dati solo se i bambini vanno e scuola e fanno le vaccinazioni. Ma in fondo fino a che l’India non ha le infrastrutture mediche e scolastiche necessarie è inutile porre condizioni.

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