In transito

L’organizzazione Medici Senza Frontiere ha deciso di chiudere tutti i suoi progetti in Marocco e lasciare il paese. La ragione è l’impressionante aumento della « violenza criminale e istituzionale generalizzata » di cui sono vittima i migranti sub-sahariani che sono in transito dal Marocco.

Secondo un bollettino recentemente pubblicato, i migranti provenienti in particolare dall’Africa dell’Ovest che attraversano il Marocco per raggiungere l’Europa, sono sottoposti a frequentissimi episodi di violenza da parte delle Forze di Sicurezza marocchine, della Guardia Civile spagnola e delle reti delinquenziali. Secondo l’indagine di MSF, il 63% degli intervistati ha subito una qualche forma di violenza fisica, fratture al cranio, alla mandibola, alle braccia. Più della metà di queste violenze è stata provocata dalle forze di sicurezza marocchine. Inoltre sempre più frequenti sono i casi di violenza sessuale e i casi di espulsione di migranti sub-sahariani che si trovano in condizioni di vulnerabilità (donne incinta o minori).

Da quando l’Unione Europea ha optato per una politica di esternalizzazione del controllo sulle frontiere, la legge marocchina ha incorporato misure molto più restrittive nei confronti dei migranti in transito. La legge del 2003 considera criminale qualsiasi immigrato che si trovi sul suolo marocchino senza regolare permesso. Questo, oltre a non permettere ai migranti di accedere ai bisogni fondamentali (salute, educazione, lavoro), li mette in una posizione di costante ricatto e nell’impossibilità di denunciare le violenze che subiscono.

Nonostante le ripetute denuncie di MSF e di altre organizzazioni non governative per migliorare il quadro legale e per condannare gli abusi, il 2012 ha visto una crescita esponenziale di questi fenomeni di violenza da parte delle forze dell’ordine marocchine e spagnole, da cui la decisione di lasciare il paese.

MSF ha esortato i governi marocchino e spagnolo  a garantire che i migranti sub-sahariani in transito siano trattati in condizioni umane indipendentemente dal loro status giuridico.

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