Sindrome da deficit d’attenzione ed iperattività

È stato nel 1902 che un pediatra inglese, George Frederic Still, ha descritto quella che noi oggi chiamiamo Adhd (Attention deficit-hyperactivity disorder ) e tuttavia, a distanza di oltre un secolo, la diagnosi e il trattamento di questa sindrome restano quanto mai controversi.

Che ci sia una sovradiagnosi di questo disturbo, favorita dall’industria farmaceutica, è opinione diffusa. Ora però qualcuno inizia a chiedersi se a far problema non sia invece la mancanza di presa in carico di chi ne soffre davvero. Certo è che fino a che non si capisce quanti bambini hanno questo disturbo è difficile dire se ci siano troppe o troppe poche diagnosi.

Il Dsm IV, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, individua tre gruppi di indicatori per l’Adhd: mancanza di attenzione, iperattività e impulsività. Un bambino deve mostrare almeno sei dei nove sintomi segnalati per almeno sei mesi. Inoltre alcuni problemi devono manifestarsi prima dei sette anni. Gli studi suggeriscono che circa il 5% dei bambini in età scolare è affetto da questi disturbi. Il sospetto è che molti medici nel diagnosticare tale sindrome non si attengano alle direttive. In uno studio condotto nel 1993 solo il 22% dei ragazzini con questa diagnosi soddisfaceva i criteri stabiliti.

Poi c’è il problema dei farmaci. Nel 1944 Leandro Panizzon, che lavorava per Ciba (predecessore di Novartis) sintetizzò uno stimolante, il Ritalin, così chiamato in omaggio alla moglie Margherita (Rita), che assieme a Adderall, Concerta e Vyvanse fa parte dei trattamenti standard. Anche Strattera, un non stimulante, è piuttosto usato. In genere questi farmaci ottengono dei risutlati, ma gli effetti collaterali, come insonnia e perdita di peso, possono essere pesanti.

Il dato curioso è che a fronte di un utilizzo scriteriato ed eccessivo dei farmaci, in base ai dati raccolti risulta che una quota di bambini veramente ammalati invece non è trattato.

La nuova edizione del manuale diagnostico, il Dsm-V, prevede un numero inferiore di sintomi per diagnosticare il disturbo. Gli scettici temono che questo porterà a un aumento delle false diagnosi.

http://www.scientificamerican.com

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