Benvenuti a Jinba, Palestina

“Jinba dà il benvenuto ai suoi visitatori”, così recita il cartello all’entrata di questo paesino che sembra uscito dalla Bibbia: qualche tenda, delle capanne, degli ovili. Un luogo tagliato fuori dalla rete elettrica e idrica, ma soprattutto “tagliato fuori dal XXI secolo e da ogni parvenza di giustizia o uguaglianza”, commenta Gideon Levy su “Haaretz”.
La Corte deciderà il 15 luglio se i 250 abitanti di Jinba se ne devono andare (assieme a quelli di altri villaggi a Sud di Hebron) per far spazio a un’area di addestramento militare.
Quando si arriva a Jinba, racconta Levy, il colpo d’occhio è straziante, non solo per la tenda-ospedale bianca, ma anche per quella scuola “la più piccola mai vista”, quattro classi, quattro-cinque banchi in ciascuna; in tutto 35 alunni.
Gli episodi di violenza da parte di coloni e le vessazioni delle autorità sono quotidiane. Ogni motivo è buono per comminare multe o confiscare auto mettendo in grave difficoltà i residenti. L’anno scorso hanno requisito l’auto dell’insegnante e di alcuni genitori trattenendo tutti, bambini compresi, fino a tarda notte. La colpa: aver attraversato la “Firing Zone 918”. Curiosamente, nessuna delle case, strade, vigne e campi dei coloni rientra nelle zone che l’esercito vuole confiscare.
(Haaretz.com)

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