La maestra Myriam

Myriam Mazzo fa la maestra nella cittadina di Armenia, nel centro della Colombia. La sua è una scuola speciale: c’è un’unica classe con ragazzini di varie età e livelli che lavorano in piccoli gruppi. Anziché stare alla lavagna, la maestra Myriam gira tra i vari gruppi. Con il suo metodo, noto come “Escuela Nueva”, ha insegnato a generazioni di bambini -i figli e le figlie degli agricoltori locali- a leggere, scrivere e far di conto.
Il sistema, sviluppato da Clara Victoria (Vicky) Colbert de Arboleda, negli anni Settanta è stato pensato proprio per chi si trova nelle sue condizioni: classi miste in zone rurali.
Uno dei problemi principali è che molti ragazzini rimangono assenti per lunghi periodi a causa del lavoro che devono fare per aiutare le famiglie. Ecco perché il metodo “Escuela nueva” è perfetto, perché in questa formula il ragazzino viene spinto all’autonomia, a partecipare, a condividere le sue idee senza paura, a lavorare assieme agli altri, ma anche da solo, così se deve rimanere lontano dalla scuola per un po’ non deve smettere di studiare e quando torna saranno gli altri ad aiutarlo.
Questa “nuova scuola” è molto flessibile e permette ai suoi studenti di fare le prove quando sono pronti. Molte lezioni vertono sull’area in cui vivono, sul calendario agricolo, così che lo studio diventi parte integrante della vita quotidiana. I ragazzi sono inoltre incoraggiati a coinvolgere anche i genitori nel loro apprendimento.
Il metodo è stato riconosciuto (e finanziato) dal governo e dalla Banca Mondiale e nel 1988 l’Unesco ha dichiarato che la Colombia è l’unico paese dell’America Latina dove le scuole di campagna vanno nettamente meglio di quelle di città.
Negli ultimi anni il metodo è stato adottato anche da Brasile, Filippine e India.
La formula del mettere lo studente al centro non è evidentemente nuova. Ciò che Vicky Colbert ha portato di nuovo è stata una formula “low-cost, cioè quest’idea che non occorreva pensare a grandi riforme dall’alto, bastava pensare a una scuola diversa e provarci.
(International New York Times)

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