Le iniezioni letali “fai da te”

Negli ultimi quindici anni le esecuzioni capitali negli Usa si sono più che dimezzate: nel 2013 sono state 40, il 10% in meno rispetto all’anno precedente. È dal 1999, anno in cui ce n’erano state 98, che diminuiscono (fonte: Amnesty Usa). Perché? Per gli esperti è in atto un cambiamento sociale (fonte: NYT). Crescono i timori nella fallacia del sistema giudiziario, aumenta il numero degli ergastoli ostativi e sempre più Stati americani aboliscono la pena di morte: l’ultimo, l’anno scorso, è stato il Maryland (fonte: DeathPenalyInfo.org).

C’è però un altro fattore determinante: le case farmaceutiche stanno interrompendo la fornitura dei farmaci usati per le iniezioni letali alle carceri, specialmente dal 2011, anno in cui l’Unione Europea ha inasprito la normativa 1236/2005 che impedisce la vendita di prodotti finalizzati alla tortura o alla pena di morte (fonte: Guardian). Il divieto ha però anche effetti indesiderati: negli Usa, le carceri che hanno esaurito le scorte accumulate prima del bando hanno cominciato a “fare da sé”, con risultati talvolta disastrosi.

Sul New York Times del 17 gennaio si racconta dell’esecuzione di Dennis McGuire, che nel ’94 aveva violentato e ucciso una ragazza incinta. Il 16 gennaio, il boia del penitenziario di Lucasville, Ohio, gli ha somministrato un cocktail a base di farmaci consentiti: Midazolam, sedativi e un potente analgesico a base di morfina. McGuire ha impiegato 15 minuti ad andarsene, dopo un’atroce agonia durata più del triplo del tempo solitamente previsto. Era andata molto male anche col mix somministrato a Michael Lee Wilson, omicida giustiziato in Oklahoma il 10 gennaio con un mix di Pentobarbital, bromuro di vecuronio e cloruro di potassio. Con le sue ultime parole, Wilson ha urlato di sentire il suo corpo andare a fuoco (fonte: Huffington Post).

Il ricorso sempre più diffuso a composti fai da te potrebbe mettere in difficoltà l’export anche di farmaci non letali. Ogni anno, negli Usa, vengono somministrate per uso clinico 50 milioni di dosi di Propofol, anestetico prodotto in Europa tra i più usati al mondo e reso celebre per l’abuso che potrebbe aver causato la morte di Micheal Jackson. Da quando il sistema penitenziario del Missouri lo sta impiegando anche nei mix per le iniezioni letali, Fresenius Kabi –l’azienda tedesca principale produttore per gli Stati Uniti- per non incorrere nelle sanzioni della 1236/2005, ne ha sospeso la fornitura (fonte: SpiegelInternational) alle carceri e ha richiesto indietro una spedizione, a suo dire, “partita per errore”. Il governatore Nixon ha accettato, ma ha precisato che è il sistema giudiziario statunitense, e non l’Unione Europea, a decidere della pena di morte nel suo Stato. Fa sapere di averne ancora una scorta.

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