Orwell in Siria

Sul Guardian del 10 febbraio, George Monbiot ricorda la figura dello scrittore britannico della “Fattoria degli animali” che nel dicembre del ’36 partì volontario per combattere nella guerra civile spagnola al fianco dei tanti che all’epoca si arruolarono nelle Brigate Internazionali.

Se lo facesse oggi per andare magari in Siria, al suo ritorno in patria verrebbe accusato di terrorismo internazionale. È quello che è successo a 16 cittadini britannici, arrestati al rientro dalla Siria dove erano andati a combattere dalla parte dei ribelli. Come previsto dal Terrorism Act del 2006, sezione 5, ora rischiano l’ergastolo: hanno partecipato a un conflitto “spinti da motivazioni ideologiche, religiose, politiche o etniche”. Insomma, gratis. Se fossero partiti per “motivazioni economiche”, non avrebbero rischiato nulla.

Monbiot non si dice stupito per l’assenza delle motivazioni economiche dalla sezione 5, anzi: l’ex Ministro degli Esteri Sir Malcom Rifkind, ora a capo della commissione parlamentare per l’intelligence e la sicurezza, ha un lungo passato come presidente di ArmorGroup, compagnia di sicurezza privata specializzata in “servizi” all’estero. Morale, finché non ti importa nulla di chi uccidi e del perché lo fai, ma solo dello stipendio -e sei quindi un mercenario-, il Governo britannico non avrà nulla da ridire.

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