L’eredità di Caino

Dal n. 209 di Una città, un appunto di Francesco Ciafaloni che, a partire dall’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, ci parla di produzione e produttività, e ci dà qualche dato non scontato, che però conferma che nei paesi in cui si uccide molto ci si uccide poco, e viceversa…

Il Rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite per il 2013 è dedicato alla crescita del Sud del mondo. Un grafico nelle prime pagine mostra, nell’arco di poco meno di due secoli, tra il 1820 e il 2013, l’andamento della produzione di Brasile, Cina e India (il Sud) e di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti (il Nord). Nel 1820 il Sud produce la metà del prodotto del mondo contro il 20% del Nord. Poi, con l’industria, la crescita demografica, gli imperi, in poco più di 120 anni, il prodotto del Nord, con alti e bassi, supera il 50%, durante la guerra, mentre quello del Sud crolla al 10%. Da allora le tendenze si sono invertite. In questi anni il Sud sta superando il Nord, al 30%, e non c’è motivo di credere che si fermi. Se la produzione è alta, la produttività però resta bassa. I tre paesi scelti a rappresentare il Sud hanno una popolazione complessiva di due miliardi e mezzo di persone, almeno tripla di quella dei paesi che rappresentano il Nord; più di un terzo della popolazione del mondo. Il numero, la demografia, è l’elemento determinante. Il Rapporto riguarda lo sviluppo umano, cioè l’istruzione, la durata della vita, la libertà, la parità dei sessi, non solo la ricchezza. Da questo punto di vista le cose vanno meglio, cioè i grandi paesi del Sud hanno un indice complessivo migliore del solo indicatore economico, ma non benissimo. Il Brasile è l’85° paese in graduatoria; la Cina è il 101°; l’India il 136°. Il numero degli istruiti è molto cresciuto; in alcune città la qualità dell’istruzione è straordinariamente alta secondo test internazionali come il Pisa -Shanghai, Hong Kong, Singapore sono ai primi tre posti con ampio margine in matematica, nella lettura, nelle scienze. Per la matematica il distacco di Shanghai dai paesi europei meglio classificati è di quasi 100 punti su 613. Ma la percentuale complessiva di istruiti in Cina resta bassa (…).

Altre sezioni dell’articolo:

“La violenza contro gli altri”
“La violenza contro di sé”
“La violenza contro le donne”

Leggi tutto dal sito di Una città:
http://unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=906
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