Farmaci

I malati di cancro americani, oltre alle preoccupazioni, alla sofferenza e allo stress legato al dover continuamente assentarsi dal lavoro, ora hanno un altro problema: un aumento consistente dei farmaci antitumorali che in dieci anni sono arrivati a 10.000 dollari al mese. Globalmente la spesa per i trattamenti oncologi è arrivata a 91 miliardi lo scorso anno. Nei soli Stati Uniti, i pazienti e le loro assicurazioni hanno speso oltre 37 miliardi nel 2013.
Un tale aumento sta sollevando questioni etiche. Già da qualche tempo si denuncia l’avidità delle case farmaceutiche e ora i pazienti rischiano di vedersi chiedere una compartecipazione alle spese dalle loro assicurazioni. La prospettiva è spaventosa se si considera, ad esempio, che il presso di un trattamento per il tumore alla prostata chiamato Provenge arriva a 70.000 dollari al mese.
Già oggi è provato che man mano che il costo a carico del paziente aumenta, le terapie vengono abbandonate e che i malati di cancro sono a maggior rischio di bancarotta degli altri. Una delle ragioni alla base di questi aumenti è che le compagnie devono recuperare i profitti  perduti man mano che i vecchi farmaci perdono il brevetto. Ma questo significa che alcuni si stanno vedendo i prezzi decurtati e altri si vedono i prezzi decuplicati.
Per fortuna gli ultimi studi portano anche qualche buona notizia: i tassi di sopravvivenza dei malati di cancro sono in aumento e molto è dovuto proprio ai progressi nelle terapie.
(www.cbsnews.com)

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