Le effigi di Guy Fawkes – Una lettera di Belona Greenwood del novembre 2010

Da Una città n. 179 del novembre 2010, la lettera di Belona Greenwood dall’Inghilterra che parla della tradizione inglese di bruciare le effigi di Guy Fawkes. Il cospiratore cattolico è oggi noto ai più per un film degli anni Duemila, ispirato da una graphic novel degli anni Ottanta che narra le vicende di un suo emulo. Inizialmente adottata dal gruppo hacker Anonymous, la sua effige è oggi un’icona di ribellione.

Cari amici,
novembre è un mese che sa di rivoluzione. Una volta era tradizione che il 5 novembre le effigi di Guy Fawkes venissero bruciate su dei falò per tutto il paese. Guy Fawkes faceva parte di una cospirazione cattolica che nel 1605 si propose di far saltare in aria il palazzo del Parlamento. Fece una fine terribile. Venne impiccato, sbudellato e squartato, dopo orrende torture, e venne demonizzato per secoli.
Quando ero bambina, portavamo in giro su un piccolo carretto un manichino sommariamente imbottito di carta di giornali, e chiedevamo ai passanti o ai vicini un penny per il fantoccio. Usavamo il denaro raccolto per comprare fuochi d’artificio a scintille e illuminavamo la notte di stelle di polvere pirica d’argento e il “fantoccio” veniva gettato sul falò a bruciare.
La tradizione di bruciare effigi ormai è scomparsa. Negli anni recenti non riesco a pensare a una singola occasione in cui niente altro che legna sia andata a fuoco su un falò.
Tuttavia questo mese, nell’anno 2010, una effigie di David Cameron è stata bruciata durante la dimostrazione degli studenti a Londra. La protesta ha visto 50.000 fra studenti e professori  marciare contro l’introduzione di aumenti alle tasse universitarie, da 3.200 a 4.000 sterline all’anno. Questo è un provvedimento che è la punta di un iceberg di cambiamenti che rischiano di ridurre l’educazione superiore a una ristretta nicchia di mercato diretta a consumatori.
Una mia amica quel giorno ha preso con sé il figlio di 11 anni e le è piaciuta molto l’atmosfera di solidarietà e umanità condivisa che c’era in quel cuneo ingorgato di gente in cima a Whitehall. Non ha portato suo figlio giù al fiume dove secondo la stampa gli studenti erano in balia di fanatici anarchici della sinistra che incitavano alla violenza.
Quando ero all’ Università qualche anno fa gli studenti erano una massa soddisfatta con una stupefacente ignoranza di politica. Molti non sapevano neanche cosa volesse dire anarchia. Se c’era qualche protesta verosimilmente riguardava questioni locali che confliggevano con il loro stile di vita. La maggioranza degli studenti erano troppo impegnati a lavorare part time e a studiare full time in seminari e lezioni affollate per avere l’energia per picchetti o dimostrazioni (…)

Leggi tutto qui:
http://www.unacitta.it/newsite/articolo.asp?anno=2010&numero=179&id=635

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...