“Acqua e argania” – Lettera di Emanuele Maspoli dal Marocco

Sulla pioggia nel deserto e una cooperativa di donne marocchine. Lettera di Emanuele Maspoli*.
Cari amici,
la pioggia non dovrebbe sorprenderci, in un autunno italiano così piovoso e dopo un’estate altrettanto umida. Ma le piogge torrenziali nel deserto stupiscono davvero: quest’anno il Marocco ha visto arrivare nelle aride regioni del sud tanta acqua come non si vedeva da anni.

Purtroppo, in terre poco avvezze a esser bagnate, l’acqua che giunge da piogge improvvise e abbondanti fa parecchi danni e in questi giorni di fine novembre anche tante vittime. Così era stato già a settembre e ne fui testimone diretto, vivendo in prima persona la trasformazione di un ambiente generalmente arso dal sole, dai colori minerali brillanti: in quei giorni invece bagnato, fradicio, grondante da ogni dove, con cascate bellissime e minacciose ovunque, sotto un’incessante pioggia. La gente, sbalordita, pochi sotto l’ombrello, i più stoicamente impregnati di pioggia per certi versi piacevole, perché essa interrompe la siccità e lava via la polvere, in massa stava a osservare lo scorrere impetuoso dell’acqua nei solitamente scarsi oued, il traffico impazzito, le strade interrotte e i ponti e i guadi inagibili o distrutti. Qualcosa di apocalittico, quando la baraka di Dio arriva un po’ troppo violentemente.
*Leggi tutto qui dal nostro n. 217:
http://unacitta.it/newsite/articolo.asp?id=1009
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