Comfort women

Il 28 dicembre Giappone e Corea del Sud hanno dato il loro reciproco assenso a una risoluzione per il problema delle “comfort women”, le donne coreane costrette a diventare schiave sessuali dai militari giapponesi durante la seconda guerra mondiale.
Il Giappone non solo si scusa, ma verserà circa 8 milioni di dollari a una fondazione cereana che si occuperà di distribuirli alle donne. In cambio la Corea accetta che questa transazione sia definitiva e si impegna a occuparsi del “problema” della statua che ritrae una “comfort woman” davanti all’ambasciata giapponese a Seul.
Ovviamente l’accordo non ha accontentato tutti: i conservatori giapponesi hanno detto che non c’era bisogno di ulteriori risarcimenti, visti gli aiuti forniti dal Giappone alla Corea nel 1965, dopo la ripresa delle relazioni diplomatiche e ancora nel 1990. Per i coreani invece si poteva chiedere di più. Nonostante le critiche arrivate da entrambe le parti, verosimilmente l’accordo si farà, la posta in gioco infatti è troppo alta. Intanto c’è il pericolo rappresentato dalla Corea del Nord: un riavvicinamento tra Seul e Tokio rafforzerebbe entrambi i paesi. Ma all’orizzonte c’è soprattutto la possibilità di un accordo di libero commercio a tre, Corea, Giappone e Cina, molto favorevole per entrambe le economie.
(www.foreignaffairs.com)

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