Colonia e le femministe

Dopo che a Colonia, decine di uomini, apparentemente arabi e nordafricani, hanno aggredito le donne che festeggiavano il capodanno nei pressi della Stazione, le reazioni sono state piuttosto energiche, ma non univoche. Laurie Penny, femminista, sul “NewStatesman”, ha fatto notare la novità di una destra che, in chiave anti-immigrazione, diventa paladina dei diritti delle donne. Ha anche espresso la sua diffidenza per i vari commentatori maschi che hanno trattato la questione come se riguardasse esclusivamente la cultura musulmana. La Penny mette in chiaro che la violenza sessuale non è mai accettabile, né per ragioni culturali o religiose, ma neanche se a commetterla sono dei diseredati. Ecco allora che per lei la lezione da cogliere è che una sorta di misoginia strutturale va presa sul serio tutti i giorni e non solo quando i colpevoli sono musulmani.
Di segno opposto, Lara Prendergast, che sullo “Spectator” accusa le femministe di essere reticenti. Il silenzio può essere spiegato con la storica simpatia dei gruppi femministi per le minoranze e per la preoccupazione che una loro reazione possa aprire le porte a gesti razzisti. La Prendergast però vuole parlare dei fatti e i fatti, dice, sono che in Europa stanno arrivando uomini cresciuti in paesi dove le donne non sono considerate uguali agli uomini e dove questi ultimi non brillano per il trattamento riservato alle donne. Non parlare per il timore di sembrare poco caritatevoli verso gli immigrati è una scelta molto pericolosa. E comunque, conclude la Prendergast, visto che alla fine bisognerà chiarire queste cose, sarà meglio cominciare subito.

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