Fratelli

La scoperta che anche dietro l’attentato a Bruxelles ci fossero due fratelli (Khalid e Ibrahim el-Bakraoui) ha molto colpito anche gli esperti di antiterrorismo. E’ ormai evidente che per i gruppi terroristici, i fratelli sono reclute ideali perché si radicalizzano e incoraggiano a vicenda e in qualche modo si controllano (i legami familiari sono inoltre un antidoto contro il tradimento). C’erano tre coppie di fratelli (sauditi) anche tra i 19 dirottatori dell’11 settembre 2001. Ci sono poi i fratelli Abdeslam: Ibrahim ha fatto esplodere una cintura in un caffè a Parigi nel novembre del 2015; Salah è stato arrestato la scorsa settimana. I fratelli Kouachi, Chérif e Saïd, sono responsabili dell’attentato a Charlie Hebdo del gennaio 2015; i fratelli Tsarnaev, Dzhokhar e Tamerlan, hanno compiuto gli attentati alla maratona di Boston nel 2013.
Mia Bloom, autrice di “All in the Family” (tutto in famiglia, sui fratelli terroristi) ha stimato che un terzo dei terroristi che compiono attentati sono legati da legami familiari.
Gli psicologi che studiano il terrorismo sostengono che la cellula di sole due persone potrebbe essere un adattamento alle crescenti misure di sicurezza. Certo è che neanche il sangue è una garanzia assoluta. Ted Kaczynski, il terrorista noto come Unabomber, è stato infine catturato perché suo fratello David ha allertato le autorità.
(nytimes.com)

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