Nuovi confini per il Medio Oriente?

Il 17 marzo 1916, Francia e Gran Bretagna firmarono gli accordi di Sykes-Picot (dal nome dei negoziatori) che andavano a definire le rispettive sfere di influenza e quindi i confini degli stati che sarebbero nati dopo la dissoluzione dell’impero ottomano.
A cent’anni da allora, quei confini sono oggi in discussione. Le maggiori pressioni a ritoccarli vengono oggi dai curdi iracheni, dai curdi siriani e dall’Isis. I curdi iracheni hanno già una regione autonoma, ma vorrebbero uno stato; i curdi siriani stanno allargando il loro controllo anche oltre le zone a maggioranza curda nel nord della Siria; a marzo hanno dichiarato l’intenzione di diventare uno stato federale all’interno della Siria, ma l’idea è stata bocciata dalla comunità internazionale. E poi c’è l’Isis che anche se sta perdendo terreno comunque ha già destabilizzato la regione. Russia e Stati Uniti, per motivi diversi, sono contrari a ogni nuovo stato. Gli Stati uniti e l’Europa puntano alla creazione di governi democratici e inclusivi. Un vero regime democratico ha però come condizione l’eliminazione di milizie armate, di leader settari e delle elites corrotte, in altre parole, commenta Marina Ottaway su “Foreign Affairs” delle forze che oggi hanno il potere. (foreignaffairs.com)

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