Strade proibite alle donne?

Nel quartiere La Chapelle, è stato lanciato un appello contro le molestie che le donne sono costrette a subire in strada. Andrea, 24 anni, intervistata da Le Monde, alla richiesta sul perché indossasse un maglione nero con questo caldo, ha spiegato che “altrimenti non mi sentirei a mio agio”. Pare sia sempre più usuale sentirsi richiamare con un “psst” e alla mancata risposta gli epiteti si sprecano: “cagna”, “puttana”, ecc. Certe strade sono ormai regno esclusiva di uomini. In alcune vie le donne non si vedono più. Tanto che uno dei cartelli recita: “Donne, una specie in via di estinzione”.
Sandrine, dell’associazione La Chapelle Domani ha denunciato che tante donne non escono più volentieri, o inventano tragitti alternativi per evitare certe strade, le mamme non mandano più le figlie ai corsi da sole. A destra hanno cavalcato la protesta denunciando il comportamento degli ospiti di un centro migranti aperto nei paraggi dopo la chiusura della “giungla” di Calais. Quest ha fatto reagire le associazioni impegnate con i rifugiati. Virginia, una delle firmatarie, si è ribellata: “Ci danno dei fascisti, dei razzisti”, si è lamentata, “a noi non interessa il colore della pelle dei molestatori. Devono sapere che è proibito”. Punto. L’appello ha raccolto 20.000 firme in quattro giorni.
(lenone.fr)

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