Il Corano e le donne

“La rivuoi indietro viva o vuoi il suo cadavere?”. Così il marito di Jahanara si era rivolto alla madre di lei dieci anni fa. Jahanara quella stessa notte aveva posto fine a quel matrimonio violento abbandonando la casa e i suoi quattro figli. Da allora il marito non le ha più permesso di vederli, nonostante vivano nella stessa città, Jaipur. Non le paga gli alimenti e ha anche rifiutato di darle quei 15 grammi d’oro che i musulmani sono tenuti a dare alle mogli dopo la fine del matrimonio. Jahanara all’epoca si era recata dal giudice che dispensa la giustizia in base al Corano. Totalmente insoddisfatta del responso si era poi recata dagli ulema per capire se un tale ingiustizia era davvero permessa dal Corano, ma neanche lì aveva avuto soddisfazione.
Lei però non si è scoraggiata, si è messa a studiare e oggi è una delle prime donne “qadi” cioè giudici deputate a interpretare la legge islamica dell’India. Studiare i testi sacri le ha permesso di scoprire che sono gli uomini e non il Corano a infliggere ingiustizie e oggi ha buoni argomenti quando deve difendere donne a cui, in nome di quello stesso testo, vengono negati dei diritti.
(theguardian.com)

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