Despatarrado

“Despatarrado”, parola spagnola che significa stravaccato, spaparanzato, ma che indica anche la posizione, tipicamente maschile, dello star seduti con le gambe aperte nei mezzi pubblici. Qualche settimana fa la sindaca di Madrid, Manuela Carmena, eletta nelle liste di Podemos, ha avviato una campagna per invitare gli uomini a stare composti in bus e metro. Tra i promotori della campagna l’associazione “Mujeres en lucha y madres estresadas” (Donne in lotta e madri stressate). Continua a leggere “Despatarrado”

Big G

A fine giugno, Google ha annunciato che sospenderà la pratica di esaminare il contenuto delle email dei suoi utenti Gmail, pratica giustificata con la volontà di offrirci annunci pubblicitari personalizzati. Per qualcuno la notizia, per la verità, potrebbe essere che fino ad oggi Google, detto anche Big G, aveva regolarmente “letto” i suoi messaggi, ma tant’è: lo scambio tra accesso a servizi e cessione di informazioni personali avviene ormai quotidianamente, anzi più volte al giorno. Continua a leggere “Big G”

Morire di carcere

Venerdì 16 giugno Antonio Calandrino, di 39 anni, è morto nella sua cella della III sezione del carcere romano di Regina Coeli. Si sospetta che la morte sia stata causata da un aneurisma. Domenica 18 giugno, Roberto Moreno Sosa, di 60 anni e di nazionalità uruguaiana, è morto per cause ancora da accertare nella sua cella della II sezione del carcere di Regina Coeli.  (Ristretti orizzonti)

Strade proibite alle donne?

Nel quartiere La Chapelle, è stato lanciato un appello contro le molestie che le donne sono costrette a subire in strada. Andrea, 24 anni, intervistata da Le Monde, alla richiesta sul perché indossasse un maglione nero con questo caldo, ha spiegato che “altrimenti non mi sentirei a mio agio”. Pare sia sempre più usuale sentirsi richiamare con un “psst” e alla mancata risposta gli epiteti si sprecano: “cagna”, “puttana”, ecc. Certe strade sono ormai regno esclusiva di uomini. In alcune vie le donne non si vedono più. Tanto che uno dei cartelli recita: “Donne, una specie in via di estinzione”. Continua a leggere “Strade proibite alle donne?”

La giornata delle fasce bianche

image1Sotto lo slogan “Uniti contro il fascismo” oggi in Bosnia Erzegovina e in alcune città europee viene celebrata la giornata delle fasce bianche in ricordo di quel giorno, nel 1992, in cui le autorità della città di Prijedor (prendendo esempio dai nazisiti nella Seconda guerra mondiale), ordinarono ai non-serbi di indossare delle  fasce bianche intorno al braccio e di appendere delle lenzuola bianche fuori dalle proprie case. Fu il giorno in cui iniziarono uccisioni di massa, torture, stupri. Quello stesso giorno fu aperto il campo di concentramento di Omaska Continua a leggere “La giornata delle fasce bianche”

I bambini di Guernica

Nel 1937 ripararono nel Regno Unito quasi 4.000 bambini in fuga da Guernica, cittadina spagnola distrutta dai bombardieri nazisti per conto del generale Franco.
Fino ad allora il governo britannico aveva mantenuto una ferma politica di non intervento nella guerra civile spagnola. Stanley Baldwin, il primo ministro, aveva esplicitamente scoraggiato i rifugiati spagnoli dal cercare riparo nel Regno Unito perché “il clima non è adatto a loro”. Continua a leggere “I bambini di Guernica”

Le elezioni e i franco-algerini

In Francia ci sono 764.000 franco-algerini. In queste settimane sono stati invitati a votare per le elezioni legislative algerine che si tengono presso i vari consolati in Francia. Sofia, 20 anni, è una di questi e a “Le Monde” ha spiegato che per l’Algeria non andrà a votare, non è interessata. Oggi si sente francese ed è molto sulle spine per il secondo turno delle presidenziali. Come molti altri nelle sue condizioni è preoccupata per un eventuale successo di Marine Le Pen. Secondo Otman Daoudi, vice presidente dell’Associazione degli algerini in diaspora, il 99% dei franco-algerini voterà Macron perché ha parlato della colonizzazione e dei crimini contro l’umanità commessi dalla Francia. (lemonde.fr)

Oppiacei

Nel Regno Unito, la prescrizione di antidolorifici negli ultimi dieci anni è raddoppiata. I medici iniziano a preoccuparsi: è l’effetto di una maggiore consapevolezza sull’efficacia di questi farmaci o c’è un problema di dipendenza? In particolare l’impiego dell’oxicodone, che abbiamo imparato a conoscere guardando il “Dr House”, è aumentato del 300%. Ora, queste medicine migliorano senz’altro la qualità della vita, ma hanno anche pesanti effetti collaterali e soprattutto, se assunte senza controllo, inibiscono la produzione di endorfina aumentando la sensibilità al dolore e creando una situazione di dipendenza da cui è molto difficile uscire. È importante che, soprattutto i medici di famiglia sappiano riconoscere quando è il momento di sospendere la terapia, perché il rischio di una crescente dipendenza, denuncia Harry Shapiro del DrugWise information service, può assumere dimensioni catastrofiche. (guardian.com)