Dna cinese

La Cina ha iniziato a schedare geneticamente milioni di suoi cittadini incensurati; tra questi: attivisti, dissidenti, migranti e minoranze. Human Rights Watch ha denunciato una prassi ingiustificata oltre che priva di qualsiasi trasparenza in merito a modalità di raccolta e uso dei dati. L’operazione ha preso l’avvio nello Xinjiang, proprio dove vivono gli Uiguri, minoranza musulmana da tempo nel mirino del regime. Ai diciassette milioni di abitanti di questa regione il dna è stato prelevato nel corso di un “controllo medico” Altro

Cinesi in Africa

Il “New York Times” ha pubblicato un lungo reportage sui cinesi in Namibia, un paese che conta 2,5 milioni di abitanti (un decimo della popolazione di Pechino), in particolare sul progetto in corso nella baia di Walvis dove i cinesi stanno costruendo una penisola artificiale dell’estensione di quaranta campi di baseball per potenziare il porto. Altro

Lavoro addio?

E’ di questi giorni la notizia che Foxconn intende investire cinquanta miliardi di dollari negli Stati Uniti. La multinazionale taiwanese Foxconn, che fornisce componenti elettrici ed elettronici per Apple, Dell, HP, Microsoft, Motorola, Nintendo, Nokia, Sony, BlackBerry, ecc., impiega circa un milione di lavoratori in Cina ed era diventata famosa nel 2010 per un’ondata di suicidi. I dirigenti all’epoca erano corsi ai ripari facendo installare reti anti-suicidio negli stabilimenti e assumendo psicologi e monaciAltro

Uomo morde cane

La carne di cane è tradizionalmente apprezzata in Cina per il suo sapore intenso e per alcuni presunti benefici medici. Da tempo però sono in aumento gli amanti di cani e gatti e questa pratica di mangiare quelli che nell’immaginario sono animali domestici, se non parte della famiglia, è sempre più indigesta. Altro

Aria fresca

Era cominciato come un gioco: una ditta canadese, un po’ per scherzo, si era messa a vendere bottiglie d’aria fresca originaria dalle Montagne Rocciose. Solo che i cinesi non l’hanno affatto presa come uno scherzo. A parlarne, è Jennifer Pak, del “Telegraph”.Altro

I rifugiati e l’Isis

Gli strateghi ci insegnano che non bisogna combattere la guerra che i nostri nemici vogliono che noi combattiamo. E la paura è sempre un pessimo consigliere. Così comincia un lungo e appassionato intervento di Michael Ignatieff apparso sulla “New York Review of Books” per dire che è tempo che gli Stati Uniti ricordino cos’hanno fatto nel 57, quando hanno accolto gli ungheresi, o dopo il 75, quando hanno messo in salvo 130.000 vietnamiti e ancora il 1999, quando in un solo mese hanno aperto le porte a 4000 kosovariAltro

numeri

Si sa che la Cina è ormai il maggior partner economico dei paesi africani. La Bbc però ora ci informa che al centro delle transazioni non ci sono solo strade, treni, miniere, ecc, ma anche articoli inattesi. Nel 2014 il piccolo Benin è risultato il maggior importatore di parrucche e barbe finte dalla Cina per un valore di circa 411 milioni di dollari. Il Sudafrica è invece il maggior importatore di mutande maschiliAltro

Il figlio unico

Le agenzie di stampa cinesi hanno comunicato che la politica del figlio unico è stata definitivamente abbandonata: tutte le coppie potranno avere due figli. Era da mesi che si parlava della volontà di Pechino di abbandonare una politica di pianificazione familiare introdotta nel 1980 quando sorse il timore che ci fosse un’esplosione demografica. Si stima siano state così evitate 400 milioni di nascite, al prezzo però di milioni di aborti forzati.
Gli oppositori di queste misure denunciano da tempo una bomba a orologeria innescata da una popolazione di oltre un miliardo che sta invecchiando velocemente e una forza lavoro che si sta invece riducendo di numero.
Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 la Cina avrà oltre 440 milioni di ultrasessantenni.
(theguardian.com)

4 giugno. Non solo Tiananmen

In un lungo articolo sul “Time”, Kevin McSpadden ci ricorda che il 4 giugno 1989 i massacri non avvennero solo a piazza Tiananmen. Repressioni altrettanto violente si verificarono anche in una ventina di altre località, tra cui Chengdu, capitale della provincia di Sichuan.
Louisa Lim, autrice de “La repubblica popolare dell’Amnesia” ha ricostruito quegli eventi. Altro