Lo scantinato di Calle Duque de Osuna

È il 1990 e Joseph Osagiobare, ventenne, è appena atterrato a Madrid. Fa parte di una delle prime ondate di immigrati clandestini in Europa; insieme ad altri, è fuggito dalla Nigeria insanguinata dalle violenze etniche. All’epoca era inusuale vedere un nero africano in Spagna: “La gente ci scrutava, nella metro nessuno voleva sedersi vicino a noi”. Ne ha parlato El Pais del 19 febbraio.

In quei giorni, quando la polizia non sapeva bene cosa fare con gli immigrati clandestini, Joseph era riuscito ad avere un tesserino temporaneo di richiedente asilo. I primi aiuti arrivarono dalla Croce Rossa: assieme ad altri riceveva un piccolo salario mensile e una minima copertura sanitaria, ma non aveva ancora un posto per dormire. Così, assieme ad altre duecento persone, si accampò nei Giardini di Sabatini, proprio davanti al Palazzo Reale. Provvidenziale per alcuni degli accampati, che per la stampa dell’epoca davano uno “spettacolo indecoroso”, fu l’incontro con Eduardo Mencos, madrileno che aveva comprato uno scantinato nella centrale calle Duque de Osuna.  Continua a leggere “Lo scantinato di Calle Duque de Osuna”