Potere grigio

Il titolo del pezzo di Edoardo Campanella uscito sul Foreign Affairs suona piuttosto provocatorio: “Perché i pensionati minacciano il futuro del continente europeo”.
Ai tempi della crisi greca, i pensionati sono diventati quasi il capro espriatorio: i creditori internazionali si sono scagliati verso un sistema che permetteva ai dipendenti pubblici di andare in pensione a 50 anni. (Per la cronaca oggi le pensioni greche sono dimezzate rispetto al 2010 e il 45% dei pensionati ha un reddito sotto la soglia di povertà).
Il problema però resta: mentre i giovani sono spinti sempre più ai margini della società, gli anziani risultano i meno copiti dalla crisi. La gerontocrazia europea, oltre a essere economicamnete insostenibile, sta diventando un problema morale. Continua a leggere “Potere grigio”

Giovani e poveri

In base ai dati Eurostat, nel 2005 gli ultra-sessantacinquenni erano la fascia più minacciata dalla povertà nella zona euro con un tasso di povertà del 19%, contro il 15% dell’insieme della popolazione.
La crisi del 2008 ha completamente ribaltato la situazione: nel 2013 gli ultra-sessantacinquenni risultavano il gruppo meno colpito dal rischio di povertà (13%), mentre i più esposti sono diventati i giovani tra i 18 e i 24 anni (22,5%). Se poi si va in Sud Europa la situazione si fa ancora più drammatica: è povero il 34% dei giovani greci, il 28% dei giovani spagnoli e il 25% dei giovani italiani e portoghesi.

Rifugiati

Oltre il 90% dei 3,6 milioni di siriani costretti a fuggire dalle loro case a causa della guerra civile hanno trovato rifugio nei cinque paesi vicini: Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto. Amnesty denuncia che solo l’1,7% del numero totale di rifugiati è stato accolto dal resto della comunità internazionale Continua a leggere “Rifugiati”

Deflazioni – appunto di Francesco Ciafaloni

Un intervento di Francesco Ciafaloni* sul declino demografico.

Si par­la mol­to di de­fla­zio­ne e de­pres­sio­ne eco­no­mi­ca in Eu­ro­pa. Si par­la me­no del de­cli­no del­la po­po­la­zio­ne in mol­ti pae­si del­l’Eu­ro­pa orien­ta­le e cen­tra­le, an­che in se­gui­to al­l’e­mi­gra­zio­ne ver­so Oc­ci­den­te. È una del­le con­se­guen­ze, for­se in­de­si­de­ra­te, del­l’al­lar­ga­men­to ra­pi­do del­l’U­nio­ne Eu­ro­pea (e del­la Na­to) nel­lo spa­zio la­scia­to li­be­ro dal crol­lo del­l’U­nio­ne So­vie­ti­ca. È co­me se le po­po­la­zio­ni stes­se­ro fra­nan­do da Orien­te ver­so Oc­ci­den­te per am­mas­sar­si nel­la val­le del Re­no (do­ve, ol­tre che in Olan­da e in In­ghil­ter­ra, si re­gi­stra­no le den­si­tà mag­gio­ri); e da nor­de­st ver­so su­do­ve­st in Fran­cia, per am­mas­sar­si ver­so i Pi­re­nei e il Me­di­ter­ra­neo. Continua a leggere “Deflazioni – appunto di Francesco Ciafaloni”

Burocrazia

All’insegna dello slogan “meno amministrazione, più posti di lavoro”, l’Europa nel 2007 ha lanciato un programma di semplificazione degli oneri burocratici (che pesano dall’1,5% al 7% del Pil dei paesi europei). L’obiettivo, per il 2012, era di ridurre tale peso del 25% e complessivamente pare il risultato sia stato raggiunto. Ne ha parlato anche il “Sole24ore”. A colpire sono però i nomi dei programmi adottati… Continua a leggere “Burocrazia”