Il polso dell’Europa

Alla fine del 2016, Daniel e Sabine Röder, fratello e sorella, francofortesi ed entrambi avvocati, preoccupati per il crescere di movimenti antieuropeisti, decisero di mobilitare i loro amici e conoscenti attorno a un’iniziativa definita “Pulse of Europe”, cioè il polso dell’Europa, nel senso del battito cardiaco. Altro

Potere grigio

Il titolo del pezzo di Edoardo Campanella uscito sul Foreign Affairs suona piuttosto provocatorio: “Perché i pensionati minacciano il futuro del continente europeo”.
Ai tempi della crisi greca, i pensionati sono diventati quasi il capro espriatorio: i creditori internazionali si sono scagliati verso un sistema che permetteva ai dipendenti pubblici di andare in pensione a 50 anni. (Per la cronaca oggi le pensioni greche sono dimezzate rispetto al 2010 e il 45% dei pensionati ha un reddito sotto la soglia di povertà).
Il problema però resta: mentre i giovani sono spinti sempre più ai margini della società, gli anziani risultano i meno copiti dalla crisi. La gerontocrazia europea, oltre a essere economicamnete insostenibile, sta diventando un problema morale. Altro

Giovani e poveri

In base ai dati Eurostat, nel 2005 gli ultra-sessantacinquenni erano la fascia più minacciata dalla povertà nella zona euro con un tasso di povertà del 19%, contro il 15% dell’insieme della popolazione.
La crisi del 2008 ha completamente ribaltato la situazione: nel 2013 gli ultra-sessantacinquenni risultavano il gruppo meno colpito dal rischio di povertà (13%), mentre i più esposti sono diventati i giovani tra i 18 e i 24 anni (22,5%). Se poi si va in Sud Europa la situazione si fa ancora più drammatica: è povero il 34% dei giovani greci, il 28% dei giovani spagnoli e il 25% dei giovani italiani e portoghesi.

Bustarelle e salute

L’ultimo caso è stato quello del dottor Fischer, uno dei più noti cardiologi slovacchi, autore del primo trapianto di cuore nel suo paese. A febbraio, i familiari di un suo paziente deceduto hanno denunciato di aver dovuto pagare 3000 dollari per l’operazione. Altro

Rifugiati

Oltre il 90% dei 3,6 milioni di siriani costretti a fuggire dalle loro case a causa della guerra civile hanno trovato rifugio nei cinque paesi vicini: Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto. Amnesty denuncia che solo l’1,7% del numero totale di rifugiati è stato accolto dal resto della comunità internazionaleAltro

Deflazioni – appunto di Francesco Ciafaloni

Un intervento di Francesco Ciafaloni* sul declino demografico.

Si par­la mol­to di de­fla­zio­ne e de­pres­sio­ne eco­no­mi­ca in Eu­ro­pa. Si par­la me­no del de­cli­no del­la po­po­la­zio­ne in mol­ti pae­si del­l’Eu­ro­pa orien­ta­le e cen­tra­le, an­che in se­gui­to al­l’e­mi­gra­zio­ne ver­so Oc­ci­den­te. È una del­le con­se­guen­ze, for­se in­de­si­de­ra­te, del­l’al­lar­ga­men­to ra­pi­do del­l’U­nio­ne Eu­ro­pea (e del­la Na­to) nel­lo spa­zio la­scia­to li­be­ro dal crol­lo del­l’U­nio­ne So­vie­ti­ca. È co­me se le po­po­la­zio­ni stes­se­ro fra­nan­do da Orien­te ver­so Oc­ci­den­te per am­mas­sar­si nel­la val­le del Re­no (do­ve, ol­tre che in Olan­da e in In­ghil­ter­ra, si re­gi­stra­no le den­si­tà mag­gio­ri); e da nor­de­st ver­so su­do­ve­st in Fran­cia, per am­mas­sar­si ver­so i Pi­re­nei e il Me­di­ter­ra­neo. Altro

Burocrazia

All’insegna dello slogan “meno amministrazione, più posti di lavoro”, l’Europa nel 2007 ha lanciato un programma di semplificazione degli oneri burocratici (che pesano dall’1,5% al 7% del Pil dei paesi europei). L’obiettivo, per il 2012, era di ridurre tale peso del 25% e complessivamente pare il risultato sia stato raggiunto. Ne ha parlato anche il “Sole24ore”. A colpire sono però i nomi dei programmi adottati…Altro

Dove va la Moldavia?

Quando si arriva in Moldavia, questo piccolo paese senza sbocco sul mare tra la Romania e l’Ucraina, ci si imbatte subito in un odore di comunismo, racconta Mirel Bran, corrispondente di “Le Monde”, “una miscela di gasolio sovietico e, con una fragranza più gradevole, e di quella terra nera che fa la ricchezza del paese”. Altro