Cetrioli

Mercoledì scorso i palestinesi che varcavano il checkpoint di Qalandiyah, nella West Bank, venivano “accolti” con una piccola strenna, un sacchetto contenente semi di cetrioli, regalo dell’Idf. Il dono, accompagnato da una scritta del tipo “piantate cetrioli, lasciate i coltelli” voleva essere un gesto di pace, ma ha suscitato reazioni impreviste.

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Due pugili

Immaginate di leggere sul giornale, a distanza di tempo, due articoli: nel primo, in prima pagina, si racconta dei pugni tirati da un tizio a un altro, e nel secondo, un trafiletto, di quelli sferrati da un tale a qualcun altro. Se mai assocerete i due fatti, penserete a due episodi di violenza distinti. La notizia è in realtà una sola: “Si è tenuto un match di pugilato”!

È l’esempio proposto da Oded Even in un commento apparso su Haaretz per discutere dell’effetto che ha la copertura mediatica israeliana sulla percezione del pubblico delle schermaglie con Gaza.

Foto di Fausto Fabbri [Ravenna - palestra di Bartolomeo Gardini] Continua a leggere “Due pugili”

Boicottaggi

In pieno agosto, quando l’opinione pubblica globale si diceva scioccata dei bombardamenti israeliani su Gaza, proliferavano le iniziative di boicottaggio per “colpire Israele”. Nulla che abbia sortito effetti degni di nota; oggi, però, c’è un altro boicottaggio che sta provocando seri problemi a Gerusalemme: quello alla Russia. Ne ha scritto Ora Cohen su Haaretz del 18 settembre. Continua a leggere “Boicottaggi”

Favole masai

Nella cultura masai c’è una favola che assomiglia a Cappuccetto Rosso, ma invece del lupo, nella parte del cattivo c’è una grossa iena. Tanti sanno come comincia, ma nessuno si ricorda come va a finire. Eti sta girando il Kenya per scoprirlo.

Eti Dayan è un’israeliana cinquantacinquenne, da quindici anni guida turistica nella regione dei Masai in Kenya, che ha cominciato a raccogliere le storie tradizionali masai in un libro scritto nella loro lingua. Ne ha parlato Roy Arad su Haaretz. Continua a leggere “Favole masai”

Scala Reale per i palestinesi

Sono passate due settimane dalla visita del Papa in Terra Santa, ma dovendoci ripensare oggi -o domani, oppure fra un anno- sapreste dire quale immagine vi ha colpito di più? Probabilmente, una delle centinaia di foto di Francesco raccolto in preghiera davanti al Muro che divide Israele dalla West Bank.
Lo ha scritto Matthew Kalman su Haaretz: se la recente visita del Papa a Gerusalemme o Betlemme fosse stata una mano della “partita a poker della propaganda” tra Israele e Palestina, il punto sarebbe andato a quest’ultima. E, per questo regalo inaspettato, i palestinesi dovrebbero ringraziare gli addetti al protocollo israeliano. Continua a leggere “Scala Reale per i palestinesi”