Combattenti per la pensione

Nella lotta contro Boko Haram, a quanto risulta da testimonianze dal campo, l’esercito nigeriano deve ringraziare un aiuto esterno: mercenari bianchi, molti dei quali ex paramilitari del Sudafrica dell’Apartheid. Dunque, neanche giovinetti: il Guardian racconta la storia di Leon Lotz, uno di loro, ucciso lo scorso marzo nella nord della Nigeria all’età di 59 anni. Continua a leggere “Combattenti per la pensione”

#BringBackOurGirls?

Sono passati sei mesi dalla notte del 14 aprile 2014, quando i miliziani del gruppo islamista Boko Haram rapirono quasi trecento ragazze dalla città di Chibok, nel nord-est della Nigeria. Il 2 maggio ne riuscirono a scappare una cinquantina, mentre delle altre non si è più saputo nulla. Peraltro, nemmeno i numeri sono precisi: chi parla di oltre 300 ragazze rapite, chi di 230… Secondo la Bbc, le ragazze ancora nelle mani di Boko Haram sarebbero 219.

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Rapimenti in Nigeria

Si torna a parlare del fenomeno dei sequestri di persona in Nigeria. Un mese fa il Paese era finito sotto i riflettori per il rapimento delle 276 studentesse nigeriane da parte del gruppo estremista Boko Haram; ieri, 10 giugno, i ribelli integralisti sono tornati a colpire, sequestrando altre venti ragazze. Ma il fenomeno è in aumento in tutto il Paese: secondo le statistiche della società di consulenza alla sicurezza Control Risks, nel 2013 la Nigeria si è classificata al terzo posto nel mondo oer i rapimenti, dopo Messico e India. Ne ha parlato Bloomberg Businnessweek. Continua a leggere “Rapimenti in Nigeria”

Lo scantinato di Calle Duque de Osuna

È il 1990 e Joseph Osagiobare, ventenne, è appena atterrato a Madrid. Fa parte di una delle prime ondate di immigrati clandestini in Europa; insieme ad altri, è fuggito dalla Nigeria insanguinata dalle violenze etniche. All’epoca era inusuale vedere un nero africano in Spagna: “La gente ci scrutava, nella metro nessuno voleva sedersi vicino a noi”. Ne ha parlato El Pais del 19 febbraio.

In quei giorni, quando la polizia non sapeva bene cosa fare con gli immigrati clandestini, Joseph era riuscito ad avere un tesserino temporaneo di richiedente asilo. I primi aiuti arrivarono dalla Croce Rossa: assieme ad altri riceveva un piccolo salario mensile e una minima copertura sanitaria, ma non aveva ancora un posto per dormire. Così, assieme ad altre duecento persone, si accampò nei Giardini di Sabatini, proprio davanti al Palazzo Reale. Provvidenziale per alcuni degli accampati, che per la stampa dell’epoca davano uno “spettacolo indecoroso”, fu l’incontro con Eduardo Mencos, madrileno che aveva comprato uno scantinato nella centrale calle Duque de Osuna.  Continua a leggere “Lo scantinato di Calle Duque de Osuna”