Big G

A fine giugno, Google ha annunciato che sospenderà la pratica di esaminare il contenuto delle email dei suoi utenti Gmail, pratica giustificata con la volontà di offrirci annunci pubblicitari personalizzati. Per qualcuno la notizia, per la verità, potrebbe essere che fino ad oggi Google, detto anche Big G, aveva regolarmente “letto” i suoi messaggi, ma tant’è: lo scambio tra accesso a servizi e cessione di informazioni personali avviene ormai quotidianamente, anzi più volte al giorno. Altro

Il grande fratello e l’Rc auto

Agli ideatori doveva essere sembrata una bella trovata. “Firstcarquote” il nuovo prodotto della compagnia assicurativa inglese Admiral si rivolge esplicitamente alla “generazione digitale” alle prese con l’acquisto della prima auto facendo un’offerta allettante. Permettimi di “quotarti”, cioè di capire quante possibilità ci sono che tu faccia un incidente, e ti farò un bello sconto. Quotarti come? Altro

Censura o diritto all’oblio?

Nell’annunciare il primo rapporto sulla trasparenza, Wikipedia ha reso noto che nell’ultima settimana Google ha ricevuto la richiesta di rimuovere alcuni link a sue pagine. Tra questi figura anche la pagina di Vallanzasca. Wales è piuttosto polemico su un diritto all’oblio che sembra sempre più una censura. Altro

Se il prodotto è gratis…

“Se il prodotto è gratis, il prodotto sei tu”. Così recita la massima che mette in guardia dai servizi che ci vengono offerti apparentemente gratis. In realtà lo scambio avviene con i nostri dati personali: ogni volta che ci viene offerto uno sconto, un premio, o che vogliamo scaricare del software gratuito, ecc. ci troveremo a dover compilare tutta una serie di campi; in questo senso il prodotto siamo noi.

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Il paradosso della privacy

Le notizie sullo spionaggio americano hanno scandalizzato i più, soprattutto in rete. Ma proprio gli internauti hanno un curioso rapporto con i loro dati personali. In Francia, oggi, un internauta su due è su Facebook, il 21% è su Google+, il 12% su Twitter. Ogni giorno nel mondo vengono postate su Facebook 300 milioni di foto, con evidenti problemi sul piano della tutela della privacy.
Nelle scienze sociali si parla del “paradosso della vita privata”: la gente si lamenta di essere sorvegliata e al contempo si espone sempre di più.
(lemonde.fr)

Prigionieri della nuvola?

Benvenuti nell’era del cloud computing, che permette ai nostri portatili, smartphone e tablet di connettersi alla “nuvola” in qualsiasi momento per godere di una vasta gamma di servizi e applicazioni in remoto. Così comincia un articolo di Marie Lechner, giornalista di “Libération”, sui pericoli della nuvolaAltro