Despatarrado

“Despatarrado”, parola spagnola che significa stravaccato, spaparanzato, ma che indica anche la posizione, tipicamente maschile, dello star seduti con le gambe aperte nei mezzi pubblici. Qualche settimana fa la sindaca di Madrid, Manuela Carmena, eletta nelle liste di Podemos, ha avviato una campagna per invitare gli uomini a stare composti in bus e metro. Tra i promotori della campagna l’associazione “Mujeres en lucha y madres estresadas” (Donne in lotta e madri stressate).Altro

I bambini di Guernica

Nel 1937 ripararono nel Regno Unito quasi 4.000 bambini in fuga da Guernica, cittadina spagnola distrutta dai bombardieri nazisti per conto del generale Franco.
Fino ad allora il governo britannico aveva mantenuto una ferma politica di non intervento nella guerra civile spagnola. Stanley Baldwin, il primo ministro, aveva esplicitamente scoraggiato i rifugiati spagnoli dal cercare riparo nel Regno Unito perché “il clima non è adatto a loro”. Altro

Senza governo

Da nove mesi la Spagna è senza governo. Il dato sorprendente è che, nonostante il capo dell’esecutivo continui a denunciare i pericoli di una paralisi, l’economia sembra non averne risentito affatto. Anzi: il Pil, nel secondo trimestre è cresciuto (+0,8%) per la quarta volta consecutiva, la disoccupazione cala e i posti di lavoro aumentano. L’inflazione negativa nel frattempo favorisce la competizione e l’esportazione. Una situazione che sta facendo pensare agli spagnoli che “la politica non serve poi a molto”.Altro

Un appello dalla Spagna

La Repubblica italiana è nata dall’antifascismo!
Siamo cittadine e cittadini italiani che vivono in Spagna, o che dall’Italia seguono con interesse i temi della memoria storica. Lanciamo un appello a tutta la cittadinanza affinché richieda che le SS.VV. smentiscano pubblicamente quanto dichiarato in data 26 ottobre c.m. sulla pagina web della Falange Española e sul sito della Fundación Francisco Franco, dove si esplicita il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Madrid all’omaggio ai caduti italiani nella guerra civile celebratosi ieri, 2 novembre, presso la chiesa di San Antonio da Padova di Saragozza.Altro

La Spagna e Charlie Hebdo

Un estratto dell’intervento di Javier Santiso, professore di Economia alla Esade Businness School di Barcellona, pubblicato sul sito di El Pais lunedì 12 gennaio.

Come molti spagnoli, i miei arrivarono in Francia per cercare un destino migliore (…). Varcarono la frontiera proprio come i genitori di Ahmed, il poliziotto ucciso davanti alla redazione di Charlie Hebdo. La repubblica francese ha permesso a me e a mio fratello di crescere. Ci ha fatto studiare nelle grandi écoles francesi, Sciences Po e Hec Paris, culla delle élites francesi sin dai tempi di Napoleone, e di lì di andare a Oxford e a Boston. La Francia è veramente la terra delle opportunità, un posto dove meritocrazia ed eccellenza non sono parole vuote, finzioni, favole per signorotti. Altro

Sex tour

“Qui sono 120 euro per mezz’ora; in Spagna con la crisi sono 50 euro per trenta minuti senza preservativo”. Qui è Limoges, comune della Francia centro-occidentale che da qualche tempo è diventato l’eldorado delle prostitute spagnole che, per combattere la crisi, hanno deciso di delocalizzare. Altro

Lo scantinato di Calle Duque de Osuna

È il 1990 e Joseph Osagiobare, ventenne, è appena atterrato a Madrid. Fa parte di una delle prime ondate di immigrati clandestini in Europa; insieme ad altri, è fuggito dalla Nigeria insanguinata dalle violenze etniche. All’epoca era inusuale vedere un nero africano in Spagna: “La gente ci scrutava, nella metro nessuno voleva sedersi vicino a noi”. Ne ha parlato El Pais del 19 febbraio.

In quei giorni, quando la polizia non sapeva bene cosa fare con gli immigrati clandestini, Joseph era riuscito ad avere un tesserino temporaneo di richiedente asilo. I primi aiuti arrivarono dalla Croce Rossa: assieme ad altri riceveva un piccolo salario mensile e una minima copertura sanitaria, ma non aveva ancora un posto per dormire. Così, assieme ad altre duecento persone, si accampò nei Giardini di Sabatini, proprio davanti al Palazzo Reale. Provvidenziale per alcuni degli accampati, che per la stampa dell’epoca davano uno “spettacolo indecoroso”, fu l’incontro con Eduardo Mencos, madrileno che aveva comprato uno scantinato nella centrale calle Duque de Osuna.  Altro

Il boom delle imprenditrici in Spagna

Tre anni fa Izanami si è licenziata per realizzare la sua start-up, “NonaBox”, che produce un kit di prodotti utili a donne incinta e neo-mamme. Oggi ha un’impresa multinazionale da 22 dipendenti. Sul Guardian del 3 febbraio, Ashifa Kassam ha raccontato la storia di Izanami e di altre delle 800.000 spagnole che negli ultimi 5 anni sono diventate “empresarias” (imprenditrici). Secondo Joan Torrent Sellens, che dirige la businness school dell’Università Aperta della Catalogna, la crisi ha convinto molte donne spagnole a lanciarsi nell’imprenditoria, tanto che al 2013 sono fondate da donne quasi 4 imprese su 10: il doppio del dato storico. Altro