Musulmani contro il terrorismo

Sabato, un trentina di leader religiosi ha intrapreso un tour europeo nei luoghi colpiti da attentati effettuati in nome dell’islam. Partenza dai Champs-Elysees: 4000 chilometri da Berlino a Nizza, passando per Bruxelles. Un “pellegrinaggio della memoria”, dice Bernadette Sauvaget, che ne parla su “Liberation”. A promuovere l’iniziativa Hassen Chalghoumi, l’imam di Drancy, portavoce del dialogo interreligioso, in particolare tra musulmani ed ebrei.Altro

Ogni intellettuale e leader musulmano…

“I paesi musulmani non possono più nascondere certe verità riguardo la loro arretratezza, riguardo le loro mancanze sull’educazione, i diritti delle donne, la libertà di espressione, lo stato di diritto e la tolleranza delle differenze. Non possono più chiudere gli occhi davanti ai drammatici danni provocati da una lettura letterale del Corano nel mondo islamico e non soloAltro

Lupi solitari?

Gli ultimi attentati a Nizza, Würzburg, Ansbach e Rouen hanno visto in azione individui singoli. I cosiddetti lupi solitari, persone cioè senza apparenti legami con l’Isis. Daveed Gartenstein-Ross e Nathaniel Barr, sul “Foreign Affairs” mettono in discussione questa categoria, perlomeno la sua incidenza. Altro

Assad e la linea rossa

La decisione di Obama di non dar seguito alle ritorsioni minacciate quando Assad ha superato la “linea rossa” usando armi chimiche è stata e continua a essere molto criticata. All’epoca Obama si giustificò accampando gli accordi in corso con la Russia per distruggere l’arsenale chimico siriano. Ora però fonti israeliane denunciano che la Siria lo scorso mese ha di nuovo usato il gas sarin (gas che si supponeva non avesse più).Altro

Antidoti al terrorismo

Anche il Canada è alle prese con la minaccia rappresentata dall’estremismo religioso islamico. Cosa fare? A Montreal, nel 2014, dopo gli attentati di Quebec e Ottawa, è nato il Centre for the Prevention of Radicalism Leading to Violence. Nel primo anno ha ricevuto circa settecento chiamate, perlopiù da parte di genitori preoccupatiAltro

Perché si diventa terroristi?

Come vanno interpretati i recenti attentati che hanno colpito Francia e Belgio? Chi sono questi terroristi, come e perché vengono reclutati? Attorno a questa domanda, in Francia, il dibattito si è fatto molto acceso, in particolare tra due noti sociologi: Olivier Roy e Jilles Kepel. All’indomani del 13 novembre Olivier Roy ha usato la formula di “rivolta nichilista”. Altro

Fratelli

La scoperta che anche dietro l’attentato a Bruxelles ci fossero due fratelli (Khalid e Ibrahim el-Bakraoui) ha molto colpito anche gli esperti di antiterrorismo. E’ ormai evidente che per i gruppi terroristici, i fratelli sono reclute ideali perché si radicalizzano e incoraggiano a vicenda e in qualche modo si controllano (i legami familiari sono inoltre un antidoto contro il tradimento). C’erano tre coppie di fratelli (sauditi) anche tra i 19 dirottatori dell’11 settembre 2001. Altro

Terroristi a 14 anni?

Si sono conosciute su Facebook, senza mai incontrarsi e sempre in rete si sono radicalizzate. Due sono finite in Siria, tre volevano organizzare un attentato in Francia. Soren Seelow giornalista di “Le Monde” ha dedicato un lungo articolo alla storia di queste cinque adolescenti francesi. Altro

Il corpo degli jihadisti

Dove seppellire il corpo degli jihadisti morti negli attentati? Una regolare inumazione rischia di essere equiparata a una sorta di legittimazione. Ma si può negare a un essere umano il diritto alla sepoltura? Riva Kastoryano, del Cnrs, si è posta questi e altri interrogativi nella sua ultima ricerca intitolata appunto “Che fare del corpo degli jihadisti?”.Altro